Buona Pasqua Cruelty Free da Ethnik

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E’ giunto di nuovo il tempo di feste! Noi di Ethnik vogliamo augurarvi una buona e serena pasqua, ma con la speranza che sia una pasqua cruelty free, all’insegna della vita, dell’amore e del rispetto per ogni creatura. Non si può chiamare festa la brutale pratica di festeggiare con l’uccisione di poveri agnellini di appena un mese. Tutti gli esseri viventi meritano lo stesso rispetto, perchè tutti, indistintamente, hanno dei sentimenti, tutti provano dolore, paura, tutti amano e tutti meritano di vivere dignitosamente. Soprattutto i cuccioli, che sono i più innocenti ed indifesi tra tutti. Meritano di stare con la loro mamma come ogni bambino vorrebbe.

Ci sono tante alternative vegan, gustosissime pietanze che sostituiscono benissimo la carne ed i derivati animali. La cucina vegan è più facile e più gustosa di quello che si crede. Si tratta semplicemente di utilizzare la marea di prodotti che la terra ci offre abbondantemente, cucinandoli in modo semplice, come vuole la tradizione italiana: pochi ingredienti, di qualità, possibilmente a chilometro zero o quasi. Sperimentando con la cucina vegan si scoprono tanti ingredienti poco utilizzati che invece sono buonissimi, si riscopre il sapore di tante verdure, si imaprano a trovare nuovi ed insoliti abbinamenti. Insomma si stimola la creatività ed è un ottimo modo per aggiungere alla propria alimentazione ingredienti salutari ma poco usati e per scoprire gusti nuovi. Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca “Ricette vegan pasqua” per trovarsi davati centinaia di ricette da provare (e nel caso modificare a piacere) e da gustare insieme ad amici e parenti nel giorno di pasqua e perchè no? anche negli altri giorni magari!

L’ultimo augurio ve lo fa lui, un piccolo e felice agnellino, e noi continuiamo a chiederci come si può mangiare una tale infinita tenerezza.happy-lamb-is-happy

Buona Pasqua da Ethnik!

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Rare foto mostrano la stupenda nascita di una giraffa in libertà

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Foto di Amos Muthiuru

Amos Muthiuru, un biologo keniota, stava effettuando alcune ricerche in Kenya, nell’area protetta Soysambu Conservancy, quando lui ed il suo team si sono imbattuti in qualcosa di soprendente: una giraffa incinta, pronta a partorire il suo piccolo. “Non c’era alcun dubbio che la giraffa fosse in procinto di partorire, la cosa era evidente dal suo comportamento” spiega Amos Muthiuru del Rothschild’s Giraffe Project (RGP).

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Foto di Amos Muthiuru

Il team ha atteso all’interno della tana di un facocero, osservando l’avvenimento. “E quattro ore dopo, il cucciolo è finalmente ruzzolato a terra ed una nuova vita è iniziata! Il piccolo si è alzato in piedi in un attimo e per un pò è rimasto instabile sulle sue zampe. Ma poco dopo stava già correndo intorno alla madre per succhiare il latte” continua Muthiuru.

Baby giraffa in natura
Foto di Amos Muthiuru

E’ incredibilmente raro poter osservare una giraffa partorire in libertà nel suo habitat naturale. Talmente raro che Zoe Muller, fondatrice della RGP (Rothschild’s Giraffe Project), sostiene che durante i suoi 10 anni di ricerca, non sia mai riuscita ad assistere a questo spettacolare avvenimento. Ed è per questo che la notizia l’ha resa particolarmente entusiasta. “Questo cucciolo di giraffa ha contribuito ad aumentare la popolazione di giraffe di Rothschild che vivono in natura e noi speriamo che questo avvenimento sia di buon auspicio e che possa essere d’aiuto per migliorare futuro delle giraffe in Africa” spiega Muller.

Baby giraffa in natura
Foto di Amos Muthiuru

Sono rimaste meno di 1100 giraffe di Rothschild in natura, sono la seconda specie di giraffe più minacciata al mondo, dichiara Muller. In realtà, la situazione di tutte le giraffe africane è senza dubbio disperata. Secondo una recente ricerca, il numero di individui rimasti in natura è precipitato drasticamente: dal 1998 la popolazione di giraffe è diminuita del 43%, con solo 80.000 giraffe rimaste in vita, che sono distribuite a macchia di leopardo in 21 nazioni dell’Africa.

Baby giraffa in natura
Foto di Amos Muthiuru

Riguardo al sesso del cucciolo di giraffa, Muller spiega che non si saprà fino a che non compirà tre mesi. “Stiamo continuamente monitorando madre e figlio, e tutti e due stanno bene” conclude.

Clicca qui per avere maggiori informazioni e per supportare il Rothschild’s Giraffe Project.

(Fonte: TheDodo)